venerdì 19 febbraio 2016

ARRIVA IL BAIL-IN. CHI PAGA IL CONTO?


Il 16 novembre 2015, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dei decreti legislativi 180 e 181, il Governo italiano ha dato il via libera al recepimento, dal 1° gennaio 2016, della direttiva europea sulle “risoluzioni bancarie”.

Con il termine “risoluzione” si indica un processo di ristrutturazione ordinata gestito dall’Autorità di risoluzione (nel nostro Paese la Banca d’Italia) che mira a garantire la continuità dei servizi essenziali offerti dalla banca (ad esempio i servizi di pagamento e i depositi), anche se l’istituto è in dissesto o a rischio dissesto.

Tra gli strumenti che costituiscono l’ossatura del nuovo quadro normativo, una delle principali novità è costituita dall’introduzione del bail-in (letteralmente salvataggio interno). Questo significa che in determinate circostanze, i costi della ristrutturazione potranno essere limitatamente sopportati dal
sistema bancario nel suo complesso, attraverso un “fondo di solidarietà”

Significa che in seconda battuta saranno chiamati in causa gli azionisti e gli obbligazionisti della banca stessa. In particolare i primi chiamati a “pagare il conto” saranno gli azionisti, seguiti dai detentori di obbligazioni subordinate (titoli Additional Tier 1 e Tier 2) e poi dagli obbligazionisti senior. 

I depositi intestati a persone fisiche e piccole e medie imprese saranno “aggredibili” per la parte eccedente i 100 mila euro. Bisogna però rimarcare che il Fondo di Garanzia Interbancario, che “tutela” i primi 100 mila euro, dispone di risorse per 1,2 miliardi di euro a fronte di depositi complessivi per quasi 600 miliardi di euro.

Avete domande sulle conseguenze e i rischi bancari causati dal bail-in? Scrivete a ester.aldighieri@azimut.it